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17 maggio 2015

Strategie possibili per i Cittadini Americani sprovvisti di Social Security Number

In questo post approfondiremo ulteriormente il tema dei Cittadini Americani assoggettati alla normativa FATCA ma sprovvisti del Social Security Number.
Il Social Security Number è quel codice numerico a 9 cifre che è attribuito alla nascita ai Cittadini Americani e che corrisponde a grandi linee al Codice Fiscale Italiano.
Molti Cittadini Americani residenti in Italia sono sprovvisti di Social Security Number: ad alcuni è stato attribuito alla nascita avvenuta negli USA ma spesso il documento è andato perduto.
La mancanza di Social Security Number (SSN) è un problema particolarmente scottante in questo periodo, dato che questo codice è INDISPENSABILE per presentare le Dichiarazioni dei Redditi in America da parte dei Cittadini Americani. Per i Cittadini Americani, infatti, non è possibile richiedere l'emissione del cosiddetto ITIN, che è riservato ai soggetti dotati di visto di entrata negli Stati Uniti ma non è richiedibile dai Cittadini Americani.
Pertanto tutti costoro che intendessero regolarizzarsi ai fini della normativa FATCA e non fossero in possesso del proprio SSN, devono quanto prima rivolgersi al Consolato Americano di riferimento per chiederne l'attribuzione: l'assenza del SSN di fatto pregiudica ogni possibilità di presentazione della Streamline Offshore Procedure, nonchè delle Dichiarazioni dei redditi per l'anno corrente (2014).
Ora, ciò che sta succedendo in questi ultimi mesi è che i Consolati sono stati letteralmente presi d'assedio da Cittadini Americani residenti in Italia (e più generalmente in Europa) con richiesta di emissione di nuovi SSN. Come era prevedibile, il personale delle Ambasciate non è stato in grado di reggere ad una siffatta mole di lavoro e ora i tempi di attesa si sono via via allungati, fino a raggiungere, da informazioni a nostra disposizione, i due mesi dalla data di domanda.

Poniamoci perciò nei panni del Sig. John Smith, nato a Phoenix ma trasferitosi all'età di 4 anni in Italia, dove è tuttora residente e privo del SSN.
Immaginiamo che il giorno 10 Giugno 2015 il nostro Sig. Smith scopra improvvisamente di essere soggetto alla normativa FATCA e si renda conto di dover presentare le Dichiarazioni in America, con necessità di avere anche il proprio SSN. Egli chiede pertanto un appuntamento al Consolato di riferimento e poniamo che riesca ad ottenere l'appuntamento per i primi di Luglio 2015: a questo punto, se la documentazione è corretta e completa, indicativamente possiamo dire che potrà ricevere il Social Security Number per i primi giorni di Settembre 2015.
A questo punto, però, ci troviamo di fronte ad un problema: le scadenze della presentazione della Dichiarazione dei Redditi Americana relativa al 2014 per i soggetti che vivono "abroad" è fissata al 15 Giugno 2015 per i Redditi ed al 30 Giugno 2015 per il modello FBAR. Il nostro Sig. Smith, pertanto, non ricevendo il SSN entro tali date sarà impossibilitato a presentare tali Dichiarazioni relative al 2014.
Che fare?

In realtà c'è una via d'uscita da questa empasse: il soggetto dovrà presentare la Streamline Offshore Procedure nel Settembre 2015 (o più tardi) ma c'è una importante differenza rispetto al caso in cui la Streamline sia presentata insieme con la Dichiarazione dei Redditi per l'anno 2014.
La differenza è la seguente: nel caso in cui la Streamline sia presentata insieme con la Dichiarazione dei Redditi per l'anno corrente (2014) gli anni da sanare con la Streamline sono gli ultimi tre anni "scaduti" e pertanto:
- per i Redditi: 2013 - 2012 - 2011;
- per il Modello FBAR: 2013 - 2012 - 2011 - 2010 - 2009 - 2008.

Se invece la Streamline è presentata a Settembre 2015, gli ultimi tre anni "scaduti", a questo punto, comprendono anche il 2014 e pertanto le annualità che si devono sanare con una Streamline presentata a Settembre 2015 (o dopo) saranno le seguenti: 
- per i Redditi: 2014 - 2013 - 2012;
- per il Modello FBAR: 2014 - 2013 - 2012 - 2011 - 2010 - 2009.

Nella sostanza, quello che succede è che tutto è scalato di un anno e che la Streamline "ingloba" l'annualità 2014.

La domanda che ci si può porre a questo punto è quella di capire se una strategia del genere comporta dei rischi.
Ora, il rischio presente, come già detto nel post precedente, è quella che l'IRS venga a conoscenza della presenza del Sig. John Smith in Italia prima che sia presentata la Streamline: questo rischio è sempre presente e non può essere eliminato; tuttavia ci sentiamo di fare alcune considerazioni al riguardo.

Come già analizzato approfonditamente nel post precedente, il rischio di essere "scovati" dall'IRS si basano sostanzialmente su due variabili:
a) la disponibilità di informazioni specifiche da parte dell'IRS sul Cittadino Americano John Smith;
b) la volontà dell'IRS di perseguire tutti questi soggetti.

Partiamo da questo secondo punto: ovviamente nessuno conosce le vere intenzioni dell'IRS, ma da unofficial information parebbe che l'IRS stia adottando un approccio abbastanza "flessibile" e cerchi di lasciare il tempo ai Cittadini Americani dotati di importi patrimoniali "non ingenti" di regolarizzarsi con la Streamline (ovviamente non è chiaro cosa l'IRS intenda per "non ingenti").
Tale comportamento dell'IRS non solo pare a nostro avviso sensato, ma anche in qualche modo obbligato, dato che sarebbe incredibilmente costoso per l'IRS inseguire tutti i Cittadini Americani inadempienti, mentre è per contro nettamente più vantaggioso dal punto di vista economico aspettare l'auto-adempimento. Ovviamente questo ragionamento è valido solo se le cifre in gioco sono "non ingenti".

Sulle informazioni specifiche a disposizione dell'IRS il discorso è duplice:
a1) l'informazioni più importante che l'IRS avrà a disposizione è senz'altro rappresentata dai dati bancari che le Banche Italiane sono obbligate a fornirgli. Qui il discorso semplicemente ricalca quello già svolto nel post precedente: si tratta di monitorare passo passo il processo di spedizione dei dati dall'Italia agli USA. Il rischio, a grandi linee, ricalcherà questo processo, essendo basso fino a che i dati non saranno spediti e aumentando al momento di spedizione dei dati. Nel nostro sito daremo aggiornamenti costanti su questo processo al fine di informare sui termini di spedizione dei dati. In questo momento la legge di ratifica del FATCA deve essere ancora approvata in Senato e si attendono poi due Decreti attuativi e una Circolare dell'Agenzia delle Entrate. 
Le Banche, dal canto loro, paiono ancora in ritardo rispetto al processo di analisi si tutta la loro clientela.
L'insieme di queste due informazioni ci fa ritenere (ma è solo una nostra ipotesi) che difficilmente la spedizione dei dati bancari all'IRS potrà avvenire prima dell'Autunno 2015.

a2) una seconda informazione che dispone l'IRS per "individuare" il Cittadino Americano residente all'estero è proprio la richiesta di Social Security Number. Infatti la richiesta del SSN è immediatamente girata dalle Ambasciate all'IRS, che in quel momento viene a conoscenza dell'esistenza di un "nuovo contribuente" prima sconosciuto.
E' perciò evidente che la domanda di SSN aumenta in parte il rischio di essere individuati: però su questo punto è necessario fare alcune considerazioni.

Dapprima occorre considerare il comportamento dell'IRS di cui si è detto sopra: se l'intenzione dell'IRS di aspettare la regolarizzazione adottando un approccio non aggressivo corrispondesse a verità, colpire un soggetto per il solo fatto di aver chiesto il SSN sarebbe controproducente dato che impedirebbe la sua regolarizzazione. Come già detto, infatti,  il SSN è prodromico alla regolarizzazione dato che in sua assenza non si possono presentare le Dichiarazioni.
Anzi, sempre da unofficial information, in qualche modo sembra che la richiesta di SSN sia vista di buon occhio dall'IRS proprio perchè dimostra l'intenzione di regolarizzarsi e può anche essere utilizzata in chiave difensiva in caso di "attacco" dell'IRS: si dovrebbe, in tal senso, sostenere la tesi che in assenza del SSN si è impossibilitati a regolarizzarsi. Ovviamente questo ragionamento ne comporta anche un altro: quello che sarebbe bene che dal momento di ottenimento del SSN al momento di regolarizzazione non passassero "mesi".

In secondo luogo è da considerare che il rischio derivante dalla richiesta del SSN "anticipa" temporalmente quello ben più rilevante derivante dalla comunicazione all'IRS dei dati bancari: un conto è per l'IRS sapere che il Sig. John Smith è residente in Italia, un altro è sapere che è residente in Italia e avere sotto mano le sue consistenze finanziarie al completo.

Pertanto le scelte sono due:
- chiedere il SSN al Consolato con l'intenzione di sanare la propria posizione prima della trasmissione dei dati bancari all'IRS, anche in presenza del rischio di essere individuati.

- non chiedere il SSN al Consolato temendo l'individuazione, col rischio di trovarsi senza possibilità di regolarizzarsi (causa mancanza di SSN) al momento in cui l'IRS verrà comunque a conoscenza dei propri dati bancari.

Ci pare di poter dire che il secondo rischio è senza dubbio più rilevante del primo.

Un'ultima annotazione, non irrilevante: per tutti coloro che si trovassero in questa situazione, cioè sprovvisti di SSN, sarebbe bene utilizzare il tempo di attesa per reperire la documentazione necessaria a presentare la Streamline poi in Settembre: visto che si devono recuperare tutti gli estratti conto bancari (ed eventualmente i conti titoli) fino al 2009 e visto che le Banche Italiane sono particolarmente lente e/o svogliate a recepire tali necessità, è bene fare tali richieste per tempo, in modo da trovarsi pronti poi all'appuntamento autunnale con la regolarizzazione.