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25 aprile 2015

Le cose da fare prima della rinuncia alla Cittadinanza Americana

In questo post affronteremo una problematica abbastanza insidiosa: quali siano le pre-condizioni per poter affrontare senza problemi la procedura di rinuncia alla Cittadinanza Americana.
Il primo punto da considerare riguarda il fatto che nel processo di rinuncia è necessario firmare uno statement nel quale il rinunciante dichiara formalmente di essere "compliant" (cioè in regola) col fisco Americano per gli ultimi 5 anni.
Questo statement è molto importante e non è assolutamente da sottovalutare, vista la gravità che hanno, per il fisco Americano, ma più in generale per la cultura Americana, i 'false statements'.
 
Per riuscire a capire l'importanza di questo punto, possiamo fare il seguente esempio: poniamo il caso di un Cittadino Americano residente in Italia (o comunque in un Paese diverso dagli USA) e che sia titolare di redditi di lavoro dipendente e di un conto corrente con un importo medio di 20.000 euro. Immaginiamo che tale soggetto, posto di fronte alla normativa FATCA, abbia come primo istinto quello di rinunciare alla Cittadinanza Americana immediatamente, senza curarsi di aver alle spalle 5 anni di 'compliance'.
Costui si trova di fronte ad un bel problema, giacchè la firma che gli vien chiesto di mettere nella documentazione della rinuncia alla cittadinanza è, di fatto, un 'false  statement'. Ci si può porre la domanda se e come l'IRS si accorga o vada a controllare tali 'false statement'; abbiamo già avuto modo di trattare questo argomento nei precedenti post, tuttavia è piuttosto improbabile, a nostro avviso, che il soggetto rinunciante non sia controllato dato che:
- il soggetto è individuato nominativamente con la procedura di rinuncia da parte del Dipartimento di Stato;
- è immediato per l'IRS controllare se il soggetto abbia fatto delle Dichiarazioni dei Redditi in America;
- è altrettanto immediato per l'IRS, una volta che le Banche Italiane avranno spedito i primi dati, sapere che il soggetto era detentore di un conto corrente in Italia che andava dichiarato tramite il modello FBAR.
Basta pertanto che il Dipartimento di Stato Americano giri all'IRS un file con la lista dei nomi dei soggetti rinuncianti che il controllo è pressochè fatto in modo automatico.
C'è, tra l'altro, da aggiungere che l'IRS, capendo da che Consolato è inoltrata la domanda di rinuncia, identifica anche velocemente il Paese di residenza "effettiva" del Cittadino Americano (ipotizziamo l'Italia) e pertanto può fare anche un ulteriore passo e chiedere all'Agenzia delle Entrate di girargli tutti i redditi dichiarati da tali soggetti rinuncianti, in modo da poter avere un'idea più chiara anche dell'aspetto reddituale: nel nostro caso l'Agenzia delle Entrate comunicherà all'IRS i redditi di lavoro dipendente prodotti in Italia dal soggetto, e mai dichiarati negli USA.
In una situazione come questa ed in presenza di un evidente 'false statement' come quello sopra delineato è molto improbabile immaginare un atteggiamento soft da parte dell'IRS: in tal senso giova ricordare che la mancata dichiarazione FBAR di un conto corrente detenuto all'estero è sanzionata da parte dell'IRS nel modo seguente:
- in caso di negligence: 10.000 $ per ogni anno E per ogni conto; ciò significa che in caso siano due i conti correnti non segnalati, c'è una sanzione pari a $ 10.000 x 2 x 5 anni = 100.000 $.
- in caso di willful failure: la maggiore delle due seguenti somme: $ 100.000 o metà del valore del conto per ogni anno! Facciamo due conti: se il conto ha una somma di 250.000 $, la sanzione che va versata per ogni anno è pari a 250.000 x 50% x 5 anni = 625.000 $, una somma ben maggiore al valore del conto corrente stesso! In tal caso il conto corrente sarebbe prosciugato e si metterebbe a repentaglio anche il resto del patrimonio. 
Oltre a queste, che sono le sanzioni 'civili', bisogna poi tenere presente anche il 'criminal risk'.
Queste considerazioni ci fanno capire come la rinuncia alla cittadinanza Americana sia da farsi solo dopo un'attenta analisi della situazione.

Ora cercheremo, invece, di capire il collegamento esistente tra la Streamlined Offshore Procedure e la Rinuncia alla Cittadinanza Americana.

Punto Primo. Fare la Rinuncia della Cittadinanza Americana PRIMA e POI fare la SOP non è una buona idea: al momento di firma della procedura di rinuncia non si è in regola con il fisco Americano per gli ultimi 5 anni, e fare la SOP successivamente non sana il 'false statement'.

Punto Secondo. E' per contro possibile fare la SOP e poi rinunciare alla Cittadinanza Americana?
Sì, ma rispettando una ulteriore, importante, condizione che è la seguente: per rinunciare è richiesta una 'compliance' di 5 anni, mentre la SOP sana i redditi degli ultimi 3 anni. Pertanto è necessario essere 'compliant' per altri due anni, per poter fare la rinuncia dopo la SOP. 
Facciamo un esempio pratico: se alla data odierna fosse presentata da parte di un cittadino Americano una SOP, questa sanerebbe gli anni 2013, 2012 e 2011. Il soggetto, però, sarebbe tenuto a presentare anche la dichiarazione dei redditi del 2014 (entro il 15 Giugno 2015) e pertanto avrebbe sanato gli ultimi 4 anni. Ne mancherebbe uno solo, il 2015. Pertanto il nostro soggetto che presenta la SOP il 25 Aprile 2015 e presenta subito dopo la Dichiarazione dei Redditi per il 2014, dovrà aspettare un altro anno circa e poi, a metà Aprile 2016 potrà presentare la Dichiarazione per  il 2015. A questo punto la sua compliance includerà gli anni 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015: i 5 anni richiesti dalla rinuncia che potrà, a questo punto, essere presentata senza problemi.

Punto Terzo. Alcuni soggetti sono restii a rinunciare alla Cittadinanza Americana in relazione al fatto che sperano di poterla passare ai figli. Al riguardo giova ricordare che la Cittadinanza Americana può essere trasferita ai figli solo a certe condizioni.
Diamo qui alcuni cenni, non esaustivi, che possano dare l'idea della problematica:
- la Cittadinanza Americana si passa sempre ai figli se entrambi i genitori sono Cittadini Americani.
- la Cittadinanza Americana si passa ai figli se uno solo dei due genitori è un Cittadino Americano a condizione che questo, prima della nascita dei figli, sia stato fisicamente presente negli USA per almeno 5 anni, 2 dei quali dopo l'età di 14 anni.