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20 febbraio 2015

L'autocertificazione che la Banca presenta al Cliente ai sensi del FATCA

Uno dei primi problemi che ci si trova ad affrontare con la normativa FATCA è la firma dell'Autocertificazione che la Banca presenta al cliente che ha cittadinanza o residenza fiscale americana.
In realtà in molti casi questo è anche il primo "impatto" con la normativa, dato che il Cittadino Americano residente (amministrativamente e fiscalmente) in Italia, o comunque fuori dagli Stati Uniti, è nella stragrande maggioranza dei casi non conscio dell'obbligo di dover presentare la Dichiarazione dei Redditi negli USA.



Vediamola ora l'autocertificazione in dettaglio.
Il primo punto da considerare è il riferimento all'Accordo IGA firmato tra Italia e Stati Uniti d'America il 10/01/2014.
Innanzitutto è subito specificato nell'autocertificazione che la Banca è tenuta ad identificare e segnalare all'IRS "i soggetti fiscalmente residenti negli USA". Spesso è affermato in queste autocertificazioni (in maniera imprecisa, come diremo subito) che un soggetto si considera fiscalmente residente negli USA qualora in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
- Cittadinanza Statunitense;
- Residenza Statunitense.
In realtà questa è un'affermazione imprecisa, dato che l'affermazione corretta è la seguente: un soggetto si considera US PERSON qualora in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
Cittadinanza Statunitense;
Residenza Statunitense.

La residenza fiscale è sempre unica e pertanto non ci può essere un soggetto che ha una residenza fiscale in Italia ed una residenza fiscale in America contemporaneamente. La Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Stati Uniti chiarisce che all'art. 4 le cosiddette tie-break rules per definire, in caso di doppia residenza amministrativa (cioè di registrazione presso l'Anagrafe e la Municipality di entrambi gli Stati) quale sia lo Stato di cui il soggetto può dichiararsi residente fiscale.


Nonostante questa imprecisione, un Cittadino Americano fiscalmente residente in Italia e privo di qualsiasi contatto personale ed economico con gli USA è comunque tenuto barrare la casella del "SI" al successivo punto 1) ("essere fiscalmente residente negli USA"), dato che ciò significa di fatto dichiararsi una US PERSON.
Se si è barrata la casella del "SI" al suddetto punto, a nulla serve dichiarare, nella parte successiva dell'autocertificazione, di essere fiscalmente residenti in Italia: i dati saranno in ogni caso comunicati all'IRS.
Ci si può porre il problema di chiedersi cosa succede qualora il soggetto, non conscio della normativa FATCA, abbia barrato la casella del "NO" pur essendo lui un Cittadino Americano.
Qui le conseguenze variano a seconda delle circostanze:
- se la persona è nata negli USA, la Banca dovrebbe facilmente accorgersi di questo dato e, come diremo a breve, essendo questo un evidente "US indicia" chiederà un'integrazione di documenti per ammettere la risposta "NO";
- se la persona ha un nome evidentemente "anglofono", anche in questo caso la Banca con tutta probabilità approfondirà la questione;
- se la persona ha un nome Italiano ed è nata in Italia ed ha, oltre alla Cittadinanza Statunitense anche quella italiana, allora la Banca potrebbe non rilevare alcun "US Indicia" e la questione potrebbe passare inosservata. Attenzione: non è un comportamento da suggerire affatto, dato che le sanzioni in questo caso sono molto pesanti. Infatti, nel caso in cui per qualche motivo la Banca prendesse visione, anche in un secondo momento, di un qualsiasi documento da cui emergesse la Cittadinanza Americana, l'informazione sarebbe immediatamente passata all'IRS, il quale potrebbe ben pensare che la firma di una falsa autocertificazione fosse una prova evidente di un comportamento non solo illegittimo ma soprattutto "volontario" dando inizio ad una prosecution anche sul piano penale.
E' da ricordare che la normativa FATCA ha l'obiettivo di colpire innanzitutto i soggetti che "dolosamente" hanno frodato il fisco Americano, mentre la Streamlined Foreign Offshore Procedure, che, ricordiamolo, non prevede alcuna sanzione, è specificamente prevista per i soggetti che hanno avuto dei comportamenti omissivi verso l'IRS ma "non volontari".

Tornando all'analisi dell'autocertificazione, è spesso inserita anche la previsione che specifica le conseguenze cui va incontro il Cliente nel caso in cui non firmi l'autocertificazione o non consegni i documenti richiesti:
- La Banca può chiudere il rapporto, o rifiutarsi di aprirlo;
- La Banca può comunque segnalare anche il Cliente non firmatario dell'autocertificazione in presenza di indizi di sua residenza fiscale Americana.
Questo punto è da enfatizzare dato che coloro che credono di bypassare la normativa FATCA rinunciando alla Cittadinanza Americana ed evitando la firma dell'autoccertificazione, in realtà si possono trovare in grosse difficoltà, dato che la Banca, per rispettare il patto di "due diligence" imposto dall'accordo IGA, può comunque segnalarli all'IRS anche in assenza di loro firma.
Un altro punto degno di rilievo delle autocertificazioni riguarda il fatto che il soggetto nato negli Stati Uniti d'America, qualora si sia dichiarato NON US PERSON, deve consegnare alla Banca il "Certificate of loff of Nationality" che è il documento rilasciato dal Consolato alla fine della procedura di rinuncia alla Cittadinanza Americana.
Da rilevare anche che il soggetto si impegna a comunicare alla Banca nel termine, piuttosto stringente, di 30 giorni eventuali variazioni relative al suo status.

In sintesi: è bene prestare la massima attenzione alla firma dell'autocertificazione bancaria prevista dalla normativa FATCA, e nel caso di Cittadini Americani è bene anche farsi assistere da un Professionista, stante l'importanza degli effetti connessi con la firma medesima.

Enrico Povolo