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14 febbraio 2021

Occhio ai Consulenti Fantasma: l'IRS mette in guardia i contribuenti dai 'Ghost Preparers'

Con il presente articolo affrontiamo un tema peculiare, ma che ha molte conseguenze pratiche non solo nella presentazione della dichiarazione dei redditi Americana, ma anche a livello di comparazione tra il mondo professionale Americano e quello Italiano.
In una recente nota del 5 Febbraio 2021, l'IRS ha messo in guardia i taxpayers Americani dai guai di affidarsi a quei consulenti che sono definiti "Ghost Preparers", Consulenti Fantasma.
Vediamo di capire chi sono questi Ghost Preparers e perché sono da evitare.


Ghost Preparers sono quei consulenti che si caratterizzano per preparare la dichiarazione dei redditi Americana per il cliente, ma che non la firmano.
In tal modo, sarà il cliente a doverla firmare e spedire via posta all'IRS: questi consulenti fantasma non si prendono alcuna responsabilità per la compilazione della dichiarazione e non appaiono come Preparers agli occhi dell'IRS.
In più i Ghost Preparers non possono inviare la dichiarazione in maniera digitale (il cosiddetto e-filing), cosa che li identificherebbe immediatamente. 

L'IRS nella nota succitata è stato molto chiaro nell'invitare i taxpayer ad evitare del tutto tale tipologia di consulenti:

"The IRS reminds taxpayers to avoid "Ghost" Tax return Preparers whose refusal to sign returns can cause a frightening array of problems
It's important to file a valid, accurate tax return because the taxpayer is ultimately responsible for it" (l' evidenziazione è nostra).

"L'IRS ricorda ai contribuenti di evitare i Consulenti Fantasma, il cui rifiuto di firmare le dichiarazioni dei redditi può causare una spaventosa sequenza di problemi.
E' importante presentare una valida e precisa dichiarazione dei redditi, dato che il contribuente è, alla fine, responsabile di ciò".

Ora, dobbiamo innanzitutto fare un passo indietro e qualificare la figura del Tax Preparer all'interno del diritto Americano.
Negli Stati Uniti per legge ogni soggetto che sia pagato per assistere un cliente nella preparazione delle tasse federali deve essere in possesso di un codice specifico, che è il Preparer Tax Idendification Number, o PTIN.
Attenzione che tale numero non deve essere confuso con il Codice Fiscale Italiano o con la Partita IVA Italiana: non si tratta di codici che contraddistinguono un contribuente dall'altro, ma si tratta di un codice specifico che è assegnato specificamente al Professionista della Consulenza fiscale e che questi deve sempre indicare nell'apposita sezione all'interno della dichiarazione dei redditi del cliente per il quale sta preparando la dichiarazione dei redditi.
L'attribuzione del PTIN può essere fatta tranquillamente on-line dal sito dell'IRS e richiede un tempo di esecuzione di poco più di un quarto d'ora.
Facciamo presente che si possono qualificare come Tax Preparers in America i seguenti Professionisti Americani, in ordine di maggiore specializzazione e professionalità (i soggetti indicati per primi sono i più qualificati):

1) CERTIFIED PUBLIC ACCOUNTANT - CPA.
E' la figura omologa dei Dottori Commercialisti Italiani.

2) ATTORNEY.
E' la figura omologa degli Avvocati Italiani.

3) ENROLLED AGENT.
E' una figura che si può a grandi linee tradurre come "Tributarista".

4) ENROLLED RETIREMENT PLAN AGENT.
E' una figura non presente in Italia, che si può tradurre come "Consulente Pensionistico".

La presenza di una dichiarazione dei redditi non firmata da un Ghost Preparer rappresenta per l'IRS una "red flag" che lo stesso abbia preparato la dichiarazione in maniera approssimativa o addirittura truffaldina, con la possibile promessa al cliente di fargli ottenere un cospicuo rimborso di imposte.
Qui apriamo una piccola parentesi che riguarda i "refund" cioè i rimborsi di imposte negli States: in America, il rimborso delle eventuali imposte a credito emerse in dichiarazione, sono liquidate al contribuente nel giro di 2-3 mesi massimo dal momento di presentazione della dichiarazione, indipendentemente dalla somma a credito.
Dunque è chiaro che la presenza di una promessa di un "refund" importante può essere particolarmente allettante negli USA proprio in relazione al fatto che il rimborso arriva in tempi limitatissimi (se confrontati con quelli Italiani).

La questione della "red flag" è estremamente importante perché fa capire come le dichiarazione prive di indicazione del Preparer e che per giunta presentano un "refund" non irrilevante abbiano una probabilità nettamente superiore di essere oggetto di audit rispetto alle altre dichiarazioni, con una serie di effetti negativi a catena.

L'IRS ha fatto altresì capire che un Ghost Preparer potrebbe anche adottare una serie di comportamenti particolarmente gravi, quali:

1. richiedere al cliente pagamenti in contanti e non fornire alcuna ricevuta di pagamento; l'intento di questo passaggio non è tanto o solo il fatto di non pagare imposte sulle cifre ricevute, quanto quello di evitare tracciabilità del passaggio di denaro e permettere una possibile confutazione della relazione con il contribuente, nel caso in cui l'IRS faccia un audit.
2. inventare tipologie di reddito estero, al fine di riportare dei falsi "tax credit".
3. riportare false deduzioni o detrazioni, per incrementare le dimensioni del "refund".
4. indirizzare il "refund" all'interno dei propri conti correnti bancari, anziché in quelli dei clienti.

Di questi 4 punti, il più interessante pare essere proprio il n. 2, dato che riguarda direttamente i casi più frequenti che trattiamo e cioè la presentazione di tax return Americane con reddito estero (Italiano nella fattispecie) e possibile presentazione del Form 1116 relativamente al Foreign Tax Credit. Perché è importante presentare sempre con particolare attenzione al Foreign Tax Credit?
Perché in prima battuta l'IRS non ha nessuna possibilità di controllare la veridicità del Foreign Tax Credit, essendo relativo al riporto di imposte della dichiarazione Italiana e dunque come detto può essere uno dei metodi utilizzati dai Ghost Preparers. 
E' pertanto importante avere una specifica attenzione nella redazione del Form 1116, proprio per evitare che l'IRS possa sospettare un tentativo di commettere una tax fraud come quelle perpetrate dai Ghost PreparersEd è esattamente per questo motivo che il nostro Studio, insieme con il nostro partners Newburg CPA, è così attento ai dettagli di queste tipologie di quadri. 

L'IRS suggerisce che i contribuenti facciano i seguenti steps di controllo, in modo da non incorrere nelle tipiche dinamiche dei Ghost Preparers:
- richiedere sempre l'esibizione delle credenziali ai propri consulenti fiscali;
- verificare sempre cha sia correttamente indicato il proprio IBAN bancario in dichiarazione, in caso di "refund";
- fare ogni domanda al consulente di ciò che non si capisce o che pare particolarmente sproporzionato.

Un'altra considerazione importante riguarda il fatto che in sede di presentazione della Streamlined Foreign Offshore Procedure, l'IRS specificamente richiede di sapere chi siano i Preparers che hanno redatto le originarie tax returns o i modelli FBAR (se ce ne sono) e che sono state evidentemente presentanti in maniera incompleta o lacunosa.
Anche qui si evidenzia un chiaro atteggiamento dell'IRS che invita il contribuente a denunciare l'eventuale Consulente che abbia assunto un atteggiamento sistematicamente illegittimo, con l'obiettivo di scovare Preparers che aiutino i taxpayers a commettere una tax fraud nascondendo redditi o conti presenti all'estero.
Ricordiamo che tutta la problematica della normativa FATCA e del relativo reporting nasce dal fatto che una serie di Banche Svizzere offriva ai propri clienti investitori Americani un "pacchetto completo" di  investimento ed elusione fiscale, poi prontamente scoperto e smantellato dall'IRS.

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La problematica dei Ghost Preparers permette anche di fare una riflessione sulla comparazione tra i Professionali Fiscali in Italia ed in America.
Al di là di considerazioni sull'abusivismo fiscale in Italia, tema che qui non si vuole affrontare, la cosa che balza subito all'occhio è l'efficacia pratica del Preparer Tax Idendification Number o PTIN nel fornire un veloce metodo di indicazione della qualificazione professionale dei Consulenti Americani: la sola assegnazione di questo codice e la sua obbligatoria indicazione in dichiarazione ha infatti l'effetto di escludere dal mercato pressoché tutti i soggetti che non sono qualificati per questa Professione e potrebbe pertanto essere un valido suggerimento da adottare nel nostro Paese al fine di evitare che taluni Consulenti Fantasma possano ingannare e creare danni, anche qui in Italia, ai contribuenti che devono presentare la dichiarazione dei redditi.

Enrico Povolo